Scarsa attenzione ai rischi connessi alla vendita di prodotti non sicuri o contraffatti: multa per ‘AliExpress’

In sostanza, sulla piattaforma i venditori riuscivano a proporre numerosi prodotti che venivano rimossi solo in un secondo momento poiché contraffatti

Scarsa attenzione ai rischi connessi alla vendita di prodotti non sicuri o contraffatti: multa per ‘AliExpress’

Multa salata – per una cifra pari a 550milioni di euro – per ‘AliExpress’ (provvedimento del 20 luglio 2026 della Commissione Europea), colpevole di non avere né valutato né mitigato, con la dovuta diligenza, i rischi connessi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti, sulla propria piattaforma di e-commerce, con inevitabili ripercussioni negative sui consumatori.
Secondo quanto appurato, ‘AliExpress’ è venuta meno all’obbligo, sancito dal ‘Regolamento sui servizi digitali’, di valutare con la dovuta diligenza il rischio di diffusione di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti attraverso i propri servizi, sotto diversi aspetti: non ha valutato adeguatamente se disponesse di personale sufficiente per esaminare i prodotti potenzialmente illegali, ma anzi ha sovrastimato l’efficacia del proprio sistema nell’individuare e rimuovere i prodotti illegali, non tenendo conto in modo realistico della sproporzione tra il numero di operatori umani e il loro carico di lavoro; ha valutato in modo inadeguato il modo in cui i propri sistemi pubblicitari alimentano la diffusione di prodotti illegali – e difatti molti prodotti illegali venivano raccomandati ai consumatori prima di essere effettivamente rimossi –; si è basata su un unico indicatore quantitativo che, tuttavia, non misurava correttamente l’efficacia del sistema di moderazione nel prevenire il rischio che prodotti illegali comparissero o ricomparissero sotto forme simili – e, difatti, un elevato volume di prodotti illegali ha continuato a circolare nonostante gli sforzi di moderazione di ‘AliExpress’.
In sostanza, la società non ha adottato misure efficaci per ridurre il rischio di diffusione di prodotti illegali. Rilevate, a questo proposito, alcune carenze: il sistema per rilevare prodotti illegali non funzionava correttamente e molti prodotti illegali – dai falsi ai giocattoli non sicuri e ai cosmetici pericolosi – circolavano sulla piattaforma e, anche quando venivano individuati, rimanevano on line per diverse settimane; la società non ha applicato correttamente la propria politica sanzionatoria nei confronti dei venditori che offrivano prodotti illegali – difatti, i negozi che vendevano prodotti illegali hanno potuto rimanere attivi su ‘AliExpress’, nonostante le sanzioni ricevute –; i controlli di conformità dei prodotti di ‘AliExpress’ potevano essere facilmente elusi attraverso una classificazione errata degli articoli in vendita.
Inoltre, la società ha destinato personale insufficiente alla verifica della corretta categorizzazione dei prodotti. Difatti, i controlli predisposti non sono riusciti a individuare i prodotti classificati in modo errato prima della loro offerta ai consumatori. Di conseguenza, venditori in malafede inserivano intenzionalmente i prodotti nella categoria sbagliata per beneficiare di requisiti meno rigorosi, consentendo così la libera circolazione di prodotti non conformi sulla piattaforma.
Tirando le somme, ‘AliExpress’ non ha impedito in modo adeguato la diffusione di prodotti contraffatti, che rappresentano un rischio significativo. Oltre alle potenziali ripercussioni sui diritti dei consumatori, i venditori di tali articoli svantaggiano le imprese legittime che investono in design, test di sicurezza e innovazione, costringendole a competere con prodotti che eludono tali investimenti. In questa ottica, il sistema obbligatorio di ‘autorizzazione del marchio’, sistema predisposto’ da ‘AliExpress’ e volto a prevenire la vendita di prodotti contraffatti si è rivelato inefficace e carente di personale. Di conseguenza, i venditori riuscivano facilmente a eludere il sistema, pubblicando numerosi prodotti che venivano rimossi solo in un secondo momento poiché contraffatti.

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